Stazione Idrobiologica "Umberto D'Ancona"

E’ con la Stazione Idrobiologica che l’Università di Padova inizia ad essere presente in Chioggia. Questa struttura di ricerca fu istituita nel 1940, nel quadrante di nord-est dell’isola di San Domenico a partire da due edifici demaniali a due piani. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, fu concessa in uso gratuito e perpetuo all’Università di Padova (all’allora Istituto di Zoologia, confluito nel 1984 nel Dipartimento di Biologia) grazie alla tenacia e lungimiranza del Prof. Umberto D’Ancona che vi compì studi pionieristici sugli ecosistemi della laguna di Venezia e dell’Alto Adriatico, sugli stock ittici oggetto di pesca, sulla vallicoltura e la biologia riproduttiva di numerose specie di pesci teleostei. Al Prof. D’Ancona si sono succeduti alla direzione della stazione altri ricercatori, quali i Proff. Bruno Battaglia, Armando Sabbadin, Riccardo Brunetti, che, assieme a diversi colleghi patavini hanno promosso, anche in momenti di scarso potenziamento della ricerca, lo sviluppo di studi volti alla conoscenza della biologia e l’ecologia delle specie lagunari e marine, alla protezione e gestione dell’ittiofauna, alla domesticazione e l’allevamento di nuove specie ittiche.

Il 5 febbraio 2011, alla presenza di numerose autorità, si è svolta la cerimonia di intitolazione della Stazione Idrobiologica al prof. Umberto D'Ancona, che oltre ad averla fondata, è stato uno dei più brillanti naturalisti del '900.

Dei due edifici che compongono la Stazione Idrobiologica il maggiore (circa 450 m²) è da sempre stato adibito ad attività di ricerca mentre il secondo (di circa 250 m²), in passato destinato ad abitazione del custode, è oggi una funzionale foresteria in grado di ospitare comodamente fino a 10 persone. Per accedere come visiting scientists o collaboratori alla Stazione Idrobiologica, contattare il personale tecnico della Stazione.

La Stazione Idrobiologica è parte integrante del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova ed il responsabile è la dott.ssa Carlotta Mazzoldi